30 day / 25 min
Negli ultimi 30 giorni mi sono impegnato in una pratica che avevo già affrontato diverse volte, ma mai in una modalità così strutturata, per tanti giorni consecutivi e per un tempo esteso.
Il mese scorso Ido ha postato un video con questa proposta (lascio sotto in descrizione il video per chi fosse interessato) provare per 30 giorni a eseguire una seduta di 25’ di vertical shake. Al post era annesso un video guida per avere dei riferimenti sul come eseguirlo.
La pratica non è nuova nella mia esperienza, già nel programma di Marcello che ho seguito per tutto questo 2023 nella sessione internal skill lo shaking è presente e ben inserito nel contesto. Quest’ estate nell’ intensivo di Movement a Heilbronn abbiamo praticato per 30’ minuti in una sessione molto coinvolgente, anche da un punto di vista emozionale.
Tornato dall’intensivo ho effettuato una seduta da 15/30’ a settimana.
Questo è più o meno il percorso che mi ha portato a provare ciò che veniva proposto da Ido.
In questi 30 giorni ho praticato il vertical shake in tutte le variabili possibili: mattina presto prima di fare qualsiasi cosa, mezza giornata, pomeriggio e tarda serata. L’ho fatto ascoltando musica, nel silenzio, all’esterno, al box, con tante persone intorno, in solitudine, al sole, al freddo della prima mattina. In giorni in cui non avevo fatto altre pratiche e in serata dopo giorni di allenamento e lavoro stremante.
Penso di aver quindi uno spettro completo della pratica e ritengo che le situazioni migliori siano a sera in conclusione di giornate pesanti, oppure mattina presto in giornata di recupero.
Ho abbinato alla fine della pratica sempre 15’ di meditazione che non erano richiesti dal protocollo, ma servivano a me per avere una visione più completa del tutto.
Alla fine dell’articolo troverete giorno per giorno il punto che la meditazione ha portato alla mente alla fine della sessione.
Veniamo ora a esaminare in cosa consiste la pratica: non faccio altro che sistemarmi in un punto, cercare un punto di appoggio podale neutro e dal quel momento per 25’ consecutivi vibro, portando questa vibrazione dai piedi alla testa e viceversa .
Ho scorporato i risultati in due aspetti
Da punto di vista fisico sono stati giorni impegnativi, soprattutto le prima volte gli arti inferiori lavorano più del dovuto per cercare una vibrazione continua, gli effetti benefici sono poco visibili nelle prime sedute, aumentano gradualmente dal giorno 10 in poi.
Superata questa prima fase si iniziano a percepire una serie di miglioramenti soprattutto in termini di stanchezza generale, lo shaking è un potente defaticante e soprattutto dopo giornate o sedute particolarmente impegnative l’introduzione di questa pratica rende la giornata successiva meno compromessa.
Da un punto di vista riguardante la pratica interna penso sia un ottimo punto di partenza per introdurre la meditazione.
Il vibrare in posizione eretta ci proietta in uno stato di concentrazione importante, ci permette di guardarci dal di fuori e di focalizzare bene la mente. Se poi si fa lo sforzo di ascoltare il proprio respiro e portare piano piano la vibrazione in ogni parte del corpo ecco che molto elementi tipici della meditazione sono presenti. Quindi lo consiglio vivamente a chi vuole iniziare a meditare, ma non sa come partire.
10’ di shaking possono essere un ottimo inizio. Il fatto che si produca comunque un output di movimento rende la concentrazione più facile.
Dopo questi due elementi che ho deciso di scorporare per chiarire al meglio la mia analisi, c’è un forte elemento che include sia la parte più fisica che quella più mentale ed è il concetto di riorganizzazione. La percezione più potente che unisce i due aspetti che a mio parere sono comunque indivisibili è proprio questa sensazione che a fine pratica pervade tutto. Come se avessimo riavviato il sistema ricalibrando un po’ tutti gli elementi alterati dai vari stress diurni.
Questo è senza dubbio l’elemento che più mi porto via da questa esperienza.
Da domani inserirò lo shaking 3 volte a settimana, sicuramente 2 volte in giornate che sentirò particolarmente pesanti e una volta in una giornata che considero di rest.
Il tempo resterà di 25’ e proverò ad aumentarlo nella sessione del giorno di recupero.
È stato un compito impegnativo in questi 30 giorni, trovo però veramente importante inserire pratiche che riguardino anche il diminuire il tono in un contesto di allenamento e pratica, come anche trovare elementi che si rivolgano coscientemente alla nostra parte interiore e non solo di movimento esterno
Il farlo tutti i giorni è un ottimo metodo per trasformare qualcosa di sporadico in una buona abitudine e lo sperimenterò con altri contenuti.
Qui sotto sono i punti che la meditazione post pratica hanno portato in evidenza alla mia mente
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L’odore del cuoio 13/11
Anche niente è un punto di partenza 14/11
Insegnare è difficile 15/11
L’allenamento più duro è quello al discernimento 16/11
Dopo è tutto e niente insieme 17/11
Trova la parte giocosa 18/11
Momenti infiniti 19/11
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Fai passare i pensieri come nuvole 20/11
Stabilizzare l’incertezza 21/11
Amplifica i sensi 22/11
Spesso coscientemente andiamo incontro a ciò che evitiamo 23/11
Porta calma nel ventre 24/11
Vacuità 25/11
Senti con il corpo 26/11
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Il bello di chi si muove intorno a te cercando di non far rumore 27/11
Chissà cosa arriva 28/11
La realtà è un intuizione collettiva 29/11
Sincerità richiede protezione 30/11
Gratitudine 01/12
Basta poco, ma ogni giorno 02/12
Calma 03/12
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Non rimanere incagliato 04/12
A volte sto bene qui 05/12
Pensa a te 06/12
Sono in quel post là 07/12
Nessuno nota i particolari, non fare lo stesso 08/12
Osserva i pensieri 09/12
Abbraccia il caos 10/12
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Chiudi gli occhi interni 11/12
Silenzi assordanti 12/12
