Leggendo l’intervista di Tevez sul suo nuovo ruolo da allenatore ho preso spunto per scrivere un articolo su un tema che mi sta veramente a cuore.

Ormai da tempo, prima seguendo quella che viene chiamata #movementculture e poi da 2 anni con la creazione di STIMOLI®️ ho scelto di mettere il tema della cultura al centro del mio progetto formativo.

Riprendendo il semplice, ma mai compreso in profondità, concetto di educazione fisica ho iniziato a osservare come sia fondamentale iniziare a creare una base culturale sulla quale poi seminare qualunque tipo di cosa.

In questi due anni sono quindi partiti i progetti per esempio del Book Club e delle escursioni, delle serate al cinema e presto partiranno quello delle visite guidate per mostre e musei. Per lo stesso motivo scrivo articoli divulgativi sul blog e piccole recensioni di ciò che leggo.

Ritornando all’intervista di Tevez l’ex campione racconta di come  facendo un gioco di synapse reaction, (elemento a cui dedichiamo ogni anno 2 mesocicli nella programmazione STIMOLI®️) si è accorto che alcuni atleti non erano in grado di eseguire semplici addizioni. Da qui l’idea di creare un centro di supporto per permettere ai ragazzi di studiare per uscire da quella che lui definisce povertà.

Il concetto è di una potenza incredibile, ogni idea anche la più bella difficilmente potrà attecchire se non si è lavorato per rendere la terra fertile.

I frutti al loro interno portano anche se nascosti tutti gli elementi su cui abbiamo lavorato in precedenza.

Il vero scopo delle attività motorie e di conseguenza anche delle pratiche sportive è la crescita personale.

Se ci si ferma solo agli elementi di più facile comprensione, come il miglioramento delle prestazioni o il miglioramento dell’aspetto fisico o in più in generale della salute si continuerà sempre a non vedere ciò che la pratica di movimento veramente permette di migliorare, ossia il conoscersi, l’addentrasi nelle sfere più profonde del nostro io e la capacità di educarci all’affrontare la vita nelle sue mille sfaccettature.

Ridurre l’allenamento a un passatempo, un’ora in cui non penso a niente o in cui mi ricarico(una volta si chiamavano hobby), tutte frasi che sento spesso pronunciare è quello che fanno, in maniera superficiale, la maggior parte degli allenatori.

Coach che come punto di formazione più alto hanno corsetti di un fine settimana tenuti da un finto Navi Seal, quelli a cui se chiedi l’ultimo libro letto non sanno che risponderti o ti dicono la biografia di Walter Sabatini. 

Questi istruttori non hanno nulla a che vedere con la formazione, possono solo spiegare (il più delle volte male) qualche esercizio, non propongono nulla di loro, non studiano movimento e tra anni potrai trovarli ancora arroccati nello stesso punto così come i loro allievi.

Il salto di qualità può avvenire solo se si innalza il livello culturale, prima di se stessi e poi dei propri allievi, per questo è fondamentale aprire i propri orizzonti, lavorare con poche persone che dimostrano voglia di provare a comprendere, di combattere stupide abitudini e di progredire in un percorso difficile che ama le strade non scontate e percorse da pochi.

Il presupposto culturale del Movimento è costituito dalla prospettiva umanistica si riferisce alla persona e supera la dimensione corporea, questo è il potere nascosto della cultura del movimento.

Tutto ciò è lontano anni luce dal concetto di Fitness, qualunque cosa questa inutile parola voglia dire. 

Questa è la vera mission di STIMOLI®️ e tutto ciò che ci differenza da quasi la totalità di proposte didattiche presenti a oggi sul mercato, per tutto il resto potete continuare a guardare culi sulla bike dicendo che avete bisogno di nuovi incentivi.

Lascio qui sotto il testo dell’articolo con le parole di Tevez

Biz Re

“Faccio un esercizio di velocità, legato alle neuroscienze. Quando il giocatore sta faticando fisicamente gli faccio risolvere un problema matematico, 2+2. Tre dei ragazzi che abbiamo in rosa oggi mi hanno detto che non sapevano fare né le addizioni né le sottrazioni. E giocano in Prima Divisione. Questa è la povertà. Possiamo aiutare col cibo e in tante altre cose, ma lo studio è fondamentale. Lo studio serve per difendersi. Se non capisci cosa stai firmando in un contratto è difficile proteggere la tua famiglia in futuro. Stiamo avviando un progetto con il club per permettere ai calciatori di studiare con un insegnante dopo gli allenamenti”