Giovedì scorso ho concluso le 10 sedute di integrazione strutturale attraverso il rolfing. E’ stato un percorso importante durato 6 mesi.
Essendo Ida Rolf un gigante sulle spalle di cui sono poggiate molte delle teorie che riguardano il mondo della movement culture e quindi anche di STIMOLI®️, ho deciso di scrivere un articolo di approfondimento sul metodo, sulla visione e sul sistema che sono alla base di questa grande piccola donna.
A settembre ho deciso di intraprendere questo percorso , sono stato trattato per 10 sedute da circa 90 minuti da una delle poche terapeute rolfing in Italia .
Ida Rolf è stata un biochimica statunitense, che con intuizioni geniali e tanto coraggio ha dedicato la sua vita allo studio di molte aree dallo yoga all’osteopatia , dall’ omeopatia ai disturbi fisici. Da vera innovatrice capì prima di molti le potenzialità del tessuto connettivo e attraverso manipolazioni e l’uso del movimento arrivò a comprendere l’enorme capacità della fascia , che se messa in fisiologia con la gravità è in grado di lavorare in maniera profonda sulla struttura.
Questo percorso si chiama integrazione strutturale e più che un percorso terapeutico è un percorso d’insegnamento. L’obiettivo è quello di essere educati a mettere il proprio corpo in relazione con il proprio campo di energia e con la gravità.
Ho imparato a utilizzare la gravità per rafforzare il mio corpo. Tutto ciò avviene attraverso lo sviluppo del concetto di equilibrio . La seduta con il rolfer si svolge così : per circa un’ ora e mezza vengo manipolato tramite una leggerissima digitopressione e poi lentamente attraverso il movimento lavoro sulla acquisizione di consapevolezza riguardante alcuni pattern. Due dei concetti fondamentali del metodo sono il come si fanno le cose e l’attenzione maniacale alla forma , quest’ultimo è un elemento facilmente identificabile quando per esempio nello sport di alto livello vediamo eseguire elementi complessi con estrema facilità.
Ida è stata un gigante perché assoluta antesignana di concetti oggi sulla bocca di tutti. Le sue mani nodose sono il simbolo di chi ha veramente dedicato alla sua arte tutta la vita e di chi ha fatto della pratica una ragione di vita. I concetti di gravità, di flusso , di struttura , di vedere il corpo svilupparsi intorno ad una linea verticale, di unire problemi di natura nevrotica alla risposte del corpo sono esposti con chiarezza unica nel suo metodo.
L’integrazione strutturale è stato un tassello importante nella mia formazione recente, ho dovuto mettere da parte alcune convinzioni e ritornare su principi che per troppo tempo non avevo più toccato. In particolare c’è una frase che ritengo decisiva che Ida Rolf ripete spesso anche nei suoi libri :
“ Le persone vengono continuamente a consultarmi e parlano della loro forza. Dicono forza ed io voglio sentire equilibrio. L’idea della forza sottintende uno sforzo e non è ciò che io vado cercando. La forza che richiede sforzo non è ciò di cui abbiamo bisogno; abbiamo bisogno di forza che sia risultato di facilità”
