Alla base della ricerca che porto avanti con STIMOLI®️ c’è un potente concetto che oggi ho voglia di approfondire in questo articolo.

Nel tempo ho imparato a delineare due fasi ben distinte in ogni approccio di movimento; esse sono divenute con l’esperienza una base imprescindibile per una buona realizzazione di qualsiasi progetto.

Queste due fasi fondamentali sono:

Creazione e Valutazione 

Partiamo dalla prima. La creazione inizia con la scelta di un progetto. Una delle caratteristiche primarie nella selezione di un progetto è la sintesi, per scelta metodologica cerco di lavorare su attributi che siano  il più trasversali possibili, e che quindi attraversino più contenitori durante pratiche o l’allenamenti.

Un esempio che può rendere più facile la trattazione di questi argomenti per il lettore è la classe di STIMOLI®️ upside down in cui affrontiamo il progetto verticali e più in generale movimenti a testa in giù. In questi elementi infatti sono presenti sia riferimenti potenti ai 4 assi HD (mobilità, forza e tolleranza) che riferimenti ai 12 assi SW (balance, orientamento, ricerca e in alcune sue evoluzioni anche digestione motoria).

Trovare un buon equilibrio tra gli elementi del HD e l’ esplorazione del mondo SW diventa quindi una condizione senza la quale è difficile raggiungere i risultati prestabiliti, sia in termini quantitativi che qualitativi

Nella fase  creativa gli obiettivi sono: immergerci in un nuovo oceano con l’unico vincolo di non isolare il progetto in una pratica autotelica, tenere la mente aperta alle nuove sensazioni interne ed estere a cui andremo incontro, accettare ogni novità, avere una mentalità da allievo, ricordarsi la giusta dose di umiltà nei confronti delle difficoltà di apprendimento di nuove materie e infine mantenere sempre viva la certezza che l’apprendimento motorio lavora a nostro favore anche quando dormiamo.

La seconda fase è invece quella valutativa, qui siamo nel territorio della misurazione, dove un approccio scientifico la fa da padrone. In questo momento preciso diviene necessario porsi per un attimo al di fuori del processo e in maniera oggettiva valutare, se necessario anche attraverso strumenti tecnologici, quali sono i miglioramenti, le cose che non vanno, quelle che possono essere migliorate, e poi riaggiustare il tiro.

Il concetto più importante che negli anni è divenuto un punto saldo a cui tengo moltissimo ed è allo stesso tempo uno degli elementi dove cadono molto spesso sia allenatori che allievi è quello di sovrapporre le due fasi. È assolutamente necessario mantenere ben distinte nel tempo la fase di creazione da quella di valutazione. Tutte le volte che si cade nel errore di sovrapporle i risultati diventano: frustrazione, abbandono, non comprensione delle profondità e smarrimento da i confini delineati dalla pratica iniziale.

È necessario quindi saper distinguere l’utilizzo del cannocchiale da quello del microscopio.

Perché il movimento danza tra arte e scienza e solo pochi insegnanti posseggono manopole invece di interruttori.