Oggi mi preme scrivere da allenatore e raccontare come gestisco il colloquio iniziale con gli allievi e i principi che guidano la costruzione dei programmi di allenamento.
Nel tempo ho imparato che, durante il primo incontro, è molto più efficace fare domande piuttosto che spiegare subito l’offerta didattica. Per questo parto quasi sempre da due quesiti fondamentali: quali esperienze pregresse hai avuto con l’attività fisica o sportiva? E quali sono gli obiettivi che ti hanno portato a contattare me o STIMOLI®️?
Una delle differenze più evidenti rispetto a vent’anni fa, quando ho iniziato, riguarda proprio le risposte. In passato erano quasi sempre legate a due grandi temi: migliorare la forma fisica generale oppure sentirsi meglio. Oggi, invece, le persone arrivano con richieste molto più specifiche: parlano di discipline e metodi, vogliono diventare “atleti ibridi”, fare Pilates, prepararsi per una gara fitness, dimagrire, aumentare la massa muscolare, e così via.
A quel punto, la prima cosa che faccio è chiedere cosa intendano esattamente per Pilates, Hyrox, CrossFit, ecc. Nella maggior parte dei casi – con poche eccezioni – emerge una conoscenza piuttosto superficiale di queste pratiche.
È proprio lì che diventa evidente una combinazione molto diffusa nel mondo del fitness di oggi: poco tempo, scarsa conoscenza e aspettative spesso irrealistiche.
Solo dopo questo passaggio introduco il principio guida di STIMOLI, il mantra che orienta ogni scelta all’interno della scuola, racchiuso in sei parole semplici:
insegnare cosa bisogna fare e farlo.
Infine, lascio all’allievo tre domande su cui riflettere con calma, in modo sincero:
1) Quanto è importante per te?
2) Quanto sei motivato?
3) Quanto tempo sei disposto a dedicare ad allenamento, pratica e recupero?
Molto spesso, quando si risponde davvero a queste tre domande – importanza, motivazione e tempo – il piano di allenamento e persino il risultato sono già, in gran parte, definiti.
