Sull’eguaglianza di tutte le cose – Carlo Rovelli –
Di Rovelli ho letto quasi tutto e trovo i suoi libri, interessanti, personali, semplici nonostante la complessità degli argomenti trattati e fondamentali per tutti coloro che troppo spesso sentono una materia come la fisica lontana, incomprensibile e poco utile, quasi sempre questo avviene per un brutto imprinting livello scolastico.
Rovelli è uno scienziato completo, riesce sempre a mettere gli aspetti più tecnici a servizi di una comprensione più ampia, riesce a dare un punto di vista che collega tanti elementi: filosofia, scienza, misticismo, spiritualità, matematica etc.
In questo breve libro che riprende alcune sue lezioni americane l’autore spiega attraverso principi di fisica quantistica come nessun modello possa essere totalmente esaustivo, esplicativo di tutto, totalmente oggettivo e punto di partenza avulso dal contesto, come troppo spesso un tipo di ricerca scientifica o filosofica hanno fatto.
La realtà è soggettiva rappresenta il punto di vista di chi osserva, che osservando lascia tracce inoltre il tutto è immerso in un contesto che rende ogni cosa inseparabile.
Tanti spunti di riflessioni, tanti collegamenti, tante nozioni che rendono questa lettura appassionante.
“Quando un bambino scopre che il mondo è vario, si stupisce. Questo stupore è la bellezza dell’imparare. È questo la scienza”.
“Ogni conoscenza è necessariamente, concretamente, incarnata in una configurazione fisica”.
“La conoscenza correlazione fra parti concrete del mondo fisico”.
“Io, rispettoso di tutte le filosofie, ma umile cultore delle cosiddette scienze esatte, trovo sia più saggio lasciare interamente perdere l’obiettivo della certezza in qualunque aspetto del nostro sapere”.
“La difficoltà dei problemi scientifici spesso non sta tanto nel trovare idee nuove, quanto nel liberarsi l’idea che sembrano ovvie”.
“Ciò che non sappiamo è immensamente di più di ciò che sappiamo”.
“Capiamo l’universo partendo dal nostro speciale punto di vista, ma possiamo capire il nostro punto di vista come un aspetto di quell’universo”.
“Viviamo in cerchi”.
“Una regione dello spazio tempo è un processo quantistico, la cui descrizione è relativa alle regioni che lo circondano”.
“La fisica non riguarda cose, riguarda processi”.
“A questo relazioniamo e prospettivismo. A una comprensione del mondo fatta di processi descritti in altri processi, da cui emergono la materia solida o fluida e lo spazio e il tempo e la nostra esperienza quotidiana”.
“Siamo parte della natura e siamo liberi, perché deliberiamo e scegliamo fra alternative”.
“Per acquisire conoscenza, dobbiamo dissipare e perdere informazione”.
“Di descrizioni totali del mondo non ne abbiamo”.
“Il senso in cui la fisica è fondamentale, è semplice tutti i fenomeni che osserviamo sono anche fenomeni fisici”.
“Tutto ci porta verso un pensiero che è fatto di relazioni, processi prospettive”.
“Il mondo come lo conosciamo, ammette di essere descritto dall’interno, lo impariamo dall’interno non ne usciamo mai”.
“La verità sullo stato del mondo è sempre una verità soggettiva”.
“Qualsiasi resoconto è prospettico, perché non c’è conoscenza che non sia incorporata nella natura”.
“I processi mentali sono particolari processi fisici, descritti in modo da catturarne caratteristiche salienti grazie alle quali otteniamo un linguaggio autonomo per parlarne”.
“La nostra conoscenza come tutti gli altri aspetti della nostra vita spirituale e mentale, è quindi finita incompleta e niente la garantisce”.
“Ogni mappa geografica potrebbe contenere errori ed è incompleta ma ci serve. Viviamo felici in questo spazio tra ignoranza e certezza”.
“Quando osserviamo e studiamo il mondo, non siamo soggetti trascendenti distinti dal mondo. Siamo parte di quel mondo che conosciamo e descriviamo”.
“Siamo al mondo, non come un io di fronte a un questo, ma come un me di fronte a un te”.
