Arcipelago Gulag – Solzenicyn
Ci sono alcuni libri che segnano epoche, libri scritti da uomini coraggiosi che con la loro testimonianza rompono il sistema, squarciano un velo e rendono possibile la visione nascosta di ciò che ideologia, ipocrisia, malvagità e potere tenevano ben nascosto.
Arcipelago Gulag è un testo complesso a metà tra testimonianza, saggio storico, narrativa e filosofia morale.
La narrazione cambia spesso accento passando da ironia a tragedia , da invettiva a denuncia.
L’inferno dei Gulag ( Amministrzione genarele dei lagher) e di tutto quel mondo che una volta rivelato da Solzenicyn mise luce sul comunismo russo, è descritto alla perfezione, spiegando dettagliatamente come avvenivano arresti, processi , torture, deportazioni.
In un contesto alle volte più simile al caos totale invece che ad un’organizzazione infallibile, il racconto mette in evidenza la follia del male, che perde ogni aderenza con l’umanità e spinge a sondare mondi che nessuna forma di vita dovrebbe rendere possibile.
Scrivere e ricordare è un vero atto sovversivo così come l’alto valore della sofferenza che permea tutto il libro. Il testo è costituito su di un’autenticità che solo chi ha provato sulla propria pelle può avere.
La descrizione dei 31 modi di torturare è uno dei passi più crudi mai letti.
“Un uomo interiormente impreparato alla violenza è sempre più debole del violento”.
“Troppo presto prese il sopravvento un senso dello humour, perché troppo era diventata monotona la cosa, troppo venuta noia? Ma no, nessuno oserebbe accusare Stalin di aver senso dell’umorismo! Piuttosto questo: avrà calcolato che tra poco sarebbe morta di fame tutta la campagna, non 200.000 persone, quindi era inutile faticare “.
“La linea che separa il bene dal male attraversa il cuore di ognuno. Chi distruggerebbe un pezzo del proprio cuore?”
“Dal bene al male è un passo solo,dunque anche dal male al bene”.
“L’ideologia! È lei che offre la giustificazione del male che cerchiamo e la duratura fermezza occorrente al malvagio”.
“Solo chi ha vissuto nel Gulag può capire la libertà come la comprendiamo noi, i sopravvissuti”.
“La verità raramente è piacevole; spesso è amara. Ma senza di essa l’uomo non può vivere come uomo”.
“La libertà interiore è l’unica che nessun potere può toglierci”.
“Non c’è potere più stabile di quello costruito sulla paura”.
“Ci abituiamo non solo alla prigione, ma anche all’inferno”.
“L’uomo cresce nel dolore più che nel benessere”.
