Il condominio – J.G. Ballard –
Romanzo che disturba, e questo è un dato sempre positivo.
Romanzo che non ha eroi, tutti i personaggi accettano la degenerazione che incombe sul condominio, ed anche questo è un tratto originale.
Ho trovato invece il resto più scontato sia per la trama fantascientifica/distopica, sia per gli argomenti trattati.
Quella di Ballard è una narrazione fredda, che porta il lettore nel degrado di un condominio partito come fiore all’occhiello di una società tecnologica e raffinata e finito come terra di nessuno, abitata da bestie primitive, prive di qualsiasi lato umano.
I piani dei grattacieli rappresentano la società con le sue classi, i vari protagonisti si muovono sui livelli, tra lotta di classe, mantenimento dei propri privilegi e guerriglia urbana.
Ho pensato spesso, durante la lettura, a “Cecità” di Saramago, per ambientazioni, pathos e vicende narrate.
“Le ore passate sulla cyclette della palestra, li preparavano solo a passare altre ore sulla cyclette della palestra”.
“Tutta la vita del grattacielo ruotava attorno a tre ossessioni, sicurezza, cibo e sesso”.
“L’oscurità era più confortante, era un luogo in cui potevano fiorire illusioni reali”.
