Dalla parte di Swann (1). – Marcel Proust –
Di cose difficili ne ho lette tante, ma ad oggi Proust le batte tutte. Non c’è Joyce, non c’è filosfia contemporanea, testi di fisica, che possano competere con la difficoltà di tenere il filo nel leggere le ricerche del tempo.
L’uno che ho messo alla fine del titolo è dovuto al fatto che questo è il primo dei sette libri che compongono “Alla ricerca del tempo perduto”, il nome completo di tutta l’opera dello scrittore francese.
Il progetto di leggere gli altri 6 per ora non si svilupperà, non ho la capacità di Simona la mia dolce metà di sottopormi ad un’immersione così profonda, ma so che arriverà il momento giusto.
Da dove nasce la difficoltà di una lettura del genere; non nella trama, non nel testo, non nei contenuti, la difficoltà più grande é che non accade nulla, come probabilmente nella vita di ognuno di noi.
Proust non semplifica, non riassume, non fa concessioni. Presuppone un lettore disposto a perdersi
Sembra sempre descrivere cose che hai provato, ma non sei in grado di nominare.
Tutti questi aspetti mi pongono non in posizione di critica verso l’autore, ma di giudizio su me stesso, certamente poco capace di immergermi in un mondo dove l’azione è minima.
Le pagine servono a esplorare sensazioni, ricordi, micro-variazioni emotive.
Nulla avanza tutto è fermo, ma nonostante questo tutto è sempre profondo.
Per questo sono sicuro che arriverà il momento, perché praticando su questi aspetti posso arrivare al punto in cui le “Ricerche” saranno alla mia portata.
Proust riesce a rappresentare la mente in tempo reale, non il pensiero già ordinato, mostra contraddizioni, ripensamenti, deviazioni, micro scarti della coscienza, rifiuta l’idea che il pensiero sia lineare, pulito, “razionale”.
Scrive del pensiero mentre accade, non dopo.
In ogni pagina del libro il pensiero si espande: una sensazione ne richiama un’altra, poi un ricordo, poi un giudizio.
È un flusso analitico e retrospettivo: il momento presente viene rallentato e aperto. Non vi è caos ma iperchiarezza lenta.
Il messaggio come sempre è chiaro la letteratura è fondamentale… ricordalo sempre.
“Si cerca di ritrovare nelle cose che sono impreziosiscono il riflesso che su di esse ha proiettato la nostra anima”.
“Chi del culo di un cane s’innamora si crede che è una rosa”.
“La calma, il benessere fisico fanno da indispensabile sottofondo alle impressioni e elargite dalla natura”.
“Da quando gli uomini usano giudicare i propri simili, lo fanno sulla base delle loro azioni”.
“Nella stessa circostanza, le basi di una felicità che non esiste ancora vengono gettate accanto all’aggravarsi di un dispiacere di cui soffriamo”.
“Il ricordo di una certa immagine non è che rimpianto ad un certo istante”.
“La realtà dunque è qualcosa che non ha alcun rapporto con le possibilità”.
“Non si conosce mai la propria felicità. Non si è mai tanto infelici quanto si crede”.
“Si intelligenti nella misura in cui si dubita di tutto”.
“Di quante gioie possibili si sacrifica il compimento all’impazienza di un piacere immediato!”
“Consideravo un libro nuovo, non come qualcosa che ha molti omologhi, ma come una persona unica che ha in sé stessa la sua sola ragione d’esistere”.
