L’ora di lezione – Massimo Recalcati –
Dopo aver letto qualche mese fa “La luce e l’ombra” ho deciso di rileggere “L’ora di lezione”.
I due libri sono fortemente connessi e insieme danno una visione completa di scuola e insegnamento, due temi a me particolarmente cari.
L’ora di lezione è un testo profondo che ogni maestro dovrebbe avere nella propria biblioteca per tenere sempre a mente il potere di insegnare, quanto una singola ora di lezione possa cambiare la vita di uno studente.
Recalcati spiega benissimo l’erotica dell’insegnamento.
Il vero compito di un maestro è insegnare l’amore per il sapere, per l’apprendere, più in generale come amo dire l’amore per la pratica.
Accendere il desiderio è il motivo dominante del saggio che lega indissolubilmente allievo e maestro
L’ora di lezione è quel tempo speciale, spazio simbolico aperto all’imprevedibile, in grado di segnare una vita
Come sempre ho apprezzato tantissimo sia gli aspetti filosofici che psicanalitici del saggio, Recalcati come sempre non delude mai.
E anche tutta la critica alla scuola e alla sua vari fasi storiche.
Unico lato negativo l’ultima parte del libro ha un carattere biografico in cui l’autore parla di una sua insegnante di liceo che ha incarnato tutto ciò di cui Recalcati parla nel libro.
Spesso trovo questi parti poco autentiche quando invece dovrebbero essere quelle più genuine.
“Impossibilità di sapere tutto il sapere”.
“Preservare l’importanza dei libri in quanto oggetti irriducibili alle merci, oggetti capaci di far esistere nuovi mondi”.
“Prevale oggi un modello ipercognitivista che vorrebbe emanciparsi completamente da ogni preoccupazione valoriale, per rafforzare le competenze a risolvere i problemi piuttosto che a saperli porre”.
“Del conflitto si nutre ogni processo di formazione”
“Insegnante:testimone che sa aprire mondi attraverso la potenza erotica della parola e del sapere che essa sa vivificare”
“Ogni trasmissione del sapere si fonda su un transfer preliminare sul sapere come oggetto erotizzato”
“Non c’è possibilità di raggiungere un sapore vero se non attivandosi in un processo di ricerca”.
“Nessun sapere, è in grado di dire la verità”.
“Il sapere del maestro non è mai ciò che colma la mancanza, quanto ciò che la preserva”.
“Socrate muove il desiderio verso il sapere perché erotizza il sapere e trasforma l’amato passivo in amante attivo”
“Custodire il vuoto come condizione prima per rendere possibile la trasmissione del sapere”
“Tacere l’amore , questo dono è il più prezioso perché non vincola l’allievo ad alcun obbedienza, ma lo lascia sempre libero di andarsene di separarsi del maestro”.
“Imparare significa, come Platone ha insegnato, ricordare”
“Per fare a meno dei padri, bisogna imparare a servirsene”
“Dove c’è didattica autentica non c’è opposizione tra istruzione e educazione, tra contenuti cognitivi e relazioni affettiva tra nozioni e valori”
“Il miracolo dell’ora di lezione, trasportare il desiderio mettere in moto decentrare la visione”
“Parlare ai muri è la condizione strutturale di un insegnamento, perché in ogni insegnamento è in gioco un’impossibilità”
“Il maestro mentre insegna e impara”.
“In questo modo, la scuola abbandona la sua funzione e scivola verso qualcosa di inedito, che la riduce una sorta di parco giochi dove si è esentati da ogni rapporto impegnativo col sapere”.
