Cronorifugio – Georgi Gospodinov
Libro che ha rispettato tutte le aspettative. Avevo letto più di una recensione che ne parlava molto bene e in effetti il libro parte da un’idea geniale e attraverso una narrazione colta al punto giusto e chiara in ogni sua parte ti tiene legato al libro dall’inizio alla fine.
Un po’ Saramago di Cecità, un po’ Kafka, un po’ Ballard Gospsodinov, scrive un romanzo sul passato, sul tempo, su un’epidemia di una malattia che non permette più di vivere il presente e progettare il futuro, e ci costringe a tornare al passato, in quei ricordi che anche la mente colpita da demenza senile mantiene saldi.
I cronorifugi costruiti come fidate ricostruzioni per scegliere l’anno in cui vivere, da piccole stanze/uffici, diventano cliniche, poi hangar e infine interi stati, che tramite referendum scelgono in che epoca riportare tutta la nazione.
Per poi accorgersi che anche gli eventi più drammatici verranno rivissuti come ricostruzioni originali, creando un mondo in cui rappresentazione e realtà non sono più distinguibili.
Ho sempre pensato che se si potesse inventare una macchina del tempo per organizzare viaggi nell’epoca che più si vuole visitare sarebbe un business colossale e la forma più innovativa di turismo.
Questo libro che a tratti ci regala pagine di profondità assoluta che ci lasciano molte più domande che risposte é prezioso. Ne consiglio la lettura anche a chi non legge tanto o vuole approcciare con che invita a leggere e appassiona.
“Muoiono sempre gli altri e noi mai”
“Devi essere spietato nei confronti del passato. Perché anche il passato è spietato”.
“Un tempo il telefono era un mobile”.
“Il passato non è solo quello che ti è capitato. A volte è quello che ti sei solo inventato”.
“Con gli anni capì che il passato si nasconde perlopiù in due posti: nei pomeriggi e negli odori”.
“Penso che tutta la nostra memoria degli odori venga dall’infanzia e immagazzinata lì in quel settore del cervello che conserva i primi ricordi”.
“È sorprendente che non abbiamo nemmeno i nomi degli odori Dio o Adamo non hanno svolto il loro compito fino in fondo”.
“L’uomo non è progettato per vivere a lungo con un segreto”.
“Il tempo non si annida nello straordinario, ma cerca un posto silenzioso e tranquillo”.
“L’esperimento consisteva in questo: costruire un passato protetto, ovvero un tempo protetto. un cronorifugio”.
“Qualcuno spegne la luce nelle stanze del tuo stesso corpo”
“Ecco i segnali di un corpo sano,si vergogna, prevede, pensa al futuro, perfino dopo la morte è vanitoso. Un corpo che desidera davvero la morte non prova più nessuna vanità”.
“Se n’è andato l’ultimo uomo che mi ricordava bambino, mi dissi. E solo allora scoppiai a piangere come un bambino”.
“Di continuo produciamo passato. Siamo fabbriche di passato. Macchine viventi di passato. Mangiamo tempo e produciamo passato”.
“Tutto quello che non ho il coraggio di fare si trasforma in storie”.
“Quando le persone con le quali condivise un passato se ne vanno, ne prendono con sé una metà. In realtà tutto, perché non esiste mezzo passato”.
“Il passato si suona solo a quattro mani, almeno a quattro mani”.
“Attenzione, la storia è sempre più vicina di quanto sembri nello specchietto retrovisore”.
“Alla fine è sempre la banalità a vincere”.
“La perdita dell’udito e della memoria sono collegati, occupano la stessa stanza del cervello”.
“Non accumulate tesori nel presente, dove le tarme e la ruggine li divorano e dove i ladri scavano e rubano ma accumulateli nel passato dove le tarme e la ruggine non li divorano e dove i ladri non scavano e non rubano perché dove il vostro tesoro là ci sarà anche il vostro cuore”.
“Tutto prima o poi si tramuta in libri”.
“Finché il fuoco della memoria arde, tu sei il padrone. Ma se comincia a spegnersi, l’ululato aumenta e le belve ti verranno sempre più vicino. Il branco del passato”.
