Gratitudine – Oliver Sack –
Tra tutti i sentimenti, quello della gratitudine è sicuramente quello su cui ho iniziato a lavorare più tardi nella mia vita. Solo negli ultimi anni ho cominciato a comprenderne davvero la potenza e il valore.
Da giovani — ed è forse anche naturale — si tende a concentrarsi quasi esclusivamente su ciò che ci manca o su ciò che non va, restando spesso chiusi su se stessi. Nella maggior parte dei casi ci si sente già “pieni”, e fermarsi a riflettere sul dire grazie, sull’imparare a ringraziare, rimane un gesto legato più all’educazione formale che a una consapevolezza profonda.
Così la gratitudine finisce per svuotarsi del suo significato più autentico.
Ho letto questo libro perché ne avevo trovato un riferimento pieno di parole meravigliose in un’opera di Carrère, autore di cui mi fido ciecamente quando si tratta di consigli letterari.
Questo piccolo libello di Sacks — autore di cui ho letto quasi tutto — rappresenta una sorta di testamento spirituale.
Breve ma intenso, il testo invita a fermarsi e a porsi domande essenziali: cosa conta davvero nella vita? Come affrontare il tempo che abbiamo? Come trovare serenità anche nelle situazioni più difficili?
La risposta, in fondo, è quasi sempre la stessa: la gratitudine.
Dei quattro saggi, quello che ho apprezzato di più è sicuramente Mercurio, in cui emerge tutta la genialità di una figura fuori dal comune come Sacks: sempre pieno di vita, propositivo e soprattutto autentico divulgatore scientifico — ben distante dall’improvvisazione che spesso caratterizza parte della divulgazione contemporanea.
Un libro necessario, per il quale non si può che provare gratitudine, per la profondità e la bellezza dei messaggi che contiene.
