L’era della dopamina – Anna Lembke –
Se oggi anche il più inesperto dei divulgatori parla di dopamina gran merito è dell’autrice di questo libro.
Con “L’era della dopamina” la Lembke ha portato alla ribalta la conoscenza di questo neurotrasmettitore tanto importante nella vita nel mondo moderno. Siamo immersi in un campo di stimoli altamente dopaminergici che ci lasciano spesso in balia degli eventi senza una rotta chiara.
Questo è uno di quei saggi che pur non avendo letto, conoscevo perché avevo letto interviste, riassunti e ascoltato podcast.
La lettura qualcosa in più mi ha dato, perché l’autrice in tipico stile americano riportata tanti casi studio, alcuni molto toccanti.
La dopamina tocca campi chiave nella vita di ognuno di noi dalla bilancia piacere dolore, alle dipendenze, dalla nostra capacità di sopravvivere in un mondo che cambia alla velocità della luce.
Il libro indica passi semplici da poter fare uno alla volta per uscire dalle dipendenze e soprattutto per acquisire maggiore coscienza di ciò che accade dentro e fuori di noi ogni volta che entriamo in contatto con stimoli nuovi.
Il libro è molto semplice adatto anche ai non esperti. Ho riascoltato in questi giorni il podcast del dr Hubermann che in una lunga intervista con la Lembke tratta più in profondità tutti gli argomenti trattati nel saggio e la puntata di 10X7 di domani sarà dedicata all’argomento.
“L’effetto finale è che ora abbiamo bisogno di sempre più ricompense per provare piacere, e di lesioni meno rilevanti per provare dolore”.
“La meditazione è semplicemente la capacità di osservare ciò che il nostro cervello sta facendo, mentre lo fa senza esprimere alcun giudizio”.
“Quando i partecipanti hanno preferito delle ricompense differite, è risultata attiva la corteccia prefrontale, ovvero la parte del cervello coinvolta nella pianificazione e nel pensiero astratto”.
“Quando ci rendiamo conto di essere capaci di seguire questa legislazione interiore, l’uomo naturale si sente obbligato a riverire l’uomo morale nella sua stessa persona”.
“Il dolore per curare il dolore, l’ansia per curare l’ansia”.
“Ma se ci esponiamo soltanto alla giusta quantità, inibendo un grande dolore con poco dolore, scopriamo la via che conduce alla guarigione”.
“Di due dolori che si verificano insieme, non nella stessa parte del corpo, il più forte riduce l’altro”.
“Se la narrativa autobiografica è un corso d’acqua, la psicoterapia è il mezzo con cui quel fiume viene mappato e in alcuni casi deviato”.
“Concentrarsi sulla storia delle persone, le storie non solo ci consentono di comprendere l’umanità dei pazienti, ma anche la nostra”.
“Non è la nostra perfezione, bensì la nostra volontà di lavorare insieme per rimediare ai nostri errori, che crea proprio quell’intimità che desideriamo”.
