No challange too big, no horizon to far

Come sempre faccio passare qualche giorno prima di mettere su carta e poi trascrivere sul blog tutti i momenti, le emozioni, i pensieri che affollano la mente dopo questi 5 giorni meravigliosi passati in una piccola città  tedesca, per quello che considero il momento formativo più importante da qualche anno a questa parte. 

Questo è il secondo Intensivo di movimento di Marcello che seguo, il primo è stato l’anno scorso vissuto nella veste di organizzatore, esperienza unica che mi ha dato la possibilità di osservare il dietro le quinte di un evento del genere. Quest’anno la veste di studente mi ha permesso di viverlo in maniera diversa potendomi concentrare su alcuni aspetti che per forza di cose l’anno scorso sarebbe stato impossibile vivere.

A ottobre avevo passato una fantastica settimana a Vienna nella scuola di movimento di Marcello. Prima di questi 3 appuntamenti avevo infine partecipato a un workshop di Marcello a Torino che in realtà era un raduno per tutti gli esperti di movimento italiani.

Entriamo ora nel vivo dell’intensivo 2023. Le giornate a Heilbronn erano organizzate con una suddivisione ben precisa, tutte le mattine dalle 9 alle 11 ci siamo immersi nel mondo dell’acrobatica per approfondire il tema delle sinergie.

Sono state presentate 3 categorie di movimenti, per ognuna delle quali abbiamo visto più esercizi e studiato più transizioni. Proprio su questo ultimo punto  penso che il programma e i lavori di Marcello siano un passo avanti a tutti.

Creare transizioni per legare in maniera fluida vari movimenti per esempio dall’alto al basso e viceversa oppure attraverso categorie diverse, sono un punto unico che in quasi nessuna offerta formativa viene preso in considerazione invece in questo caso sono il vero fulcro della ricerca e un modo originale di rivisitare il concetto di sinergia.

Il secondo blocco che andava dalle 11 alle 13 è stato suddiviso in due materie riguardanti l’azione

Lunedì  e giovedì abbiamo visto Climbing Skill lavorando sulle sbarre. Anche in questo caso parliamo di un approccio unico che ci permette di arrampicare anche in assenza di una montagna o una palestra di arrampicata.

La capacità di muoversi da sotto a sopra rispetto a una sbarra possiede due aspetti veramente interessanti il primo “politico”. Con aspetto politico intendo l’utilizzo improprio di un elemento, come l’idea di prendere un muro creato per separare e invece scalarlo, attraversarlo o saltarlo per vedere cosa c’è aldilà.

Oppure prendere una ringhiera utilizzata per sorreggersi e trasformarla in una superficie che crea perturbazione camminandoci sopra invece di appoggiarcisi. Insomma il concetto di ridisegnare la città o un qualsiasi luogo per le nostre esigenze di movimento.

E così vale anche per le sbarre sempre utilizzate in maniera convenzionale per le trazioni (elemento autotelico) possono invece con un cambio di paradigma diventare un pavimento sospeso  attraverso il quale è possibile muoversi senza alcun vincolo e soprattutto creando un gioco infinito di possibilità che è proprio il secondo punto di totale innovazione.

Nei giorni di martedì e venerdì invece il secondo blocco dalle 11 alle 13 era occupato dalle LIGHTNESS SKILL.

Qui il contenitore scelto quest’anno erano le scale. Questo è stato l’argomento a cui mi sento più vicino perché tanti anni di preparazione fisica in vari sport hanno reso gli aspetti di salto e coordinativi qualcosa che amo veramente destreggiare e in cui mi sento a mio agio sia da un punto di vista di esecuzione che didattico.

Concluse queste 4 ore di pratica ogni giorno avevamo un pausa di 90’ per mangiare alla mensa universitaria di Heilbronn e poi 15 stupendi minuti di passeggiata in bici per arrivare alla location pomeridiana

Il fatto di fare per 5 giorni tutti gli spostamenti in bici è stato un valore aggiunto, ottimo per scambiare due parole ogni volta  con ragazzi diversi, per confrontarsi con tutti oppure per prendersi un momento per se stessi, cercando di riordinare i pensieri di giornata.

Il pomeriggio dalle 15 alle 17 abbiamo lavorato su Sensory motor skill.

Anche qui sono stati presentati lavori interessantissimi presi dai più disparati contenitori dall’ ottica alla neurobiologia alle synapse reaction, il tutto poi trasformato in una serie di esercitazioni che sono stato il vero bagaglio importante di questo blocco. Torniamo a casa con una quantità di materiale che forse un anno di lavoro non basterà per affrontare e divulgare.

Ultimo blocco della giornata dalle 17 alle 20 era dedicato al Creation. Ed è qui che  la proposta di Marcello raggiunge il livello élite. Attraverso psicanalisi junghiana, elementi di visualizzazione interna, esercitazioni su ascolto, vista, udito abbiamo cercato di lavorare sulla parta interna giocando con le emozioni, trasformandole in disegni, movimento, sentimenti e in alcuni momenti fermandoci solamente a osservare, trasformandoci in spettatori di noi stessi.

Inutile dire la portata di tutto quello che questa parte scuote, senza dubbio la pratica più potente di tutto l’intensivo. Penso veramente che Marcello sia l’unico al mondo a poter proporre elementi del genere a un pubblico così vasto ed eterogeneo.

L’intera giornata di mercoledì è stata dedicata a tutte quelle pratiche definite TONE utilizzate come un reset di metà settimana per rimettere in 24 ore il sistema di nuovo in condizione di performare. Il punto di forza è che tutte queste pratiche  richiedono sempre una presenza attiva e un forte ascolto di tutto ciò che proviamo.

Inoltre essendo quasi tutte eseguite in coppia è bello il passaggio continuo di ruolo da esecutore a ricevitore della pratica.

Nei 5 giorni abbiamo infine fatto due lecture molto interessanti che hanno chiarito i concetti generali che ci sono alla base del metodo e della ricerca di Marcello sia per quello che riguarda gli output esterni che gli input interni.

È stata una settimana molto impegnativa, ma che lascia veramente felici e soddisfatti del percorso. Amo l’ambiente multiculturale che si crea in questi eventi, ognuno porta una parte di mondo e tutti condividiamo le nostre peculiarità mettendole a disposizione della comunità.

Amo il piccolo gruppo di italiani, siamo sempre noi, legati da qualcosa che vediamo con chiarezza, ma di cui con la stessa chiarezza vediamo la difficoltà nel divulgarlo su larga scala e a volte anche nelle nostre piccole comunità. Parola d’ordine come sempre non mollare, alla fine riusciremo a trovare la strada giusta per illuminare alcuni percorsi a oggi ancora troppo bui.

Ultimo punto è un ringraziamento speciale a Marcello, so per esperienza quanto sia difficile lavorare su eventi del genere e presentare ogni anno tanto materiale nuovo.

Ogni volta però la cosa che più mi stupisce è il vero motivo per cui ho scelto lui come maestro è la sua energia, straripante, mai doma, capace di rivolgersi sia all’esterno ma soprattutto all’interno, senza paura di lavorare sull’ inconscio.

Marcello è capace di navigare e guidare in un oceano che i più non affronteranno mai nella vita e calamitare chi come me sente la ricerca come un tratto fondamentale delle propria personalità.

Il tutto affrontato sempre con semplicità e una dedizione che poche volte ho visto in tanti anni di formazione.

Quando penso al girare in bici come un Goonies, al godermi il vento in faccia e il sole mentre mi muovo e pratico, alla calma del meditare, all’ascolto interno della lettura, alla condivisione con persone in carne ossa, all’utilizzo di social e tecnologia solo per ciò che riesco a controllare, all’imparare cose nuove che non so fare e al rimanere distaccato dai risultati, sento che gli ingredienti per un buon piatto ci sono tutti e mi sento uno Chef fortunato che a 40 anni può ancora permettersi di vivere tutto questo.