PROTOCOLLO 1 STIMOLI®️

Per addentrarci ancor di più nella foresta STIMOLI®️ vediamo un elemento di creatività con cui poter cimentarsi sin da subito. Nessun prerequisito richiesto.

Con questo articolo presento il primo elemento della sezione protocolli qui sul blog. Credo fermamente nella condivisione del materiale per la crescita del metodo, in maniera che più persone possibili possano testarlo e lasciare impressioni personali.

Il gioco consiste in questo:

Il primo passo è scegliere un elemento uno solo, più è semplice e meglio è.

(Nel video qui sotto ho scelto una semplice circonduzione di gomito e polso).

Secondo passo inserisco facili indicazioni di movimento, per esempio lento veloce, alto basso, a terra in piedi.

Terzo passo comincio a muovermi nello spazio utilizzando solo quel movimento e lo provo nelle varie indicazioni scelte.

Molto probabilmente la mia creatività inizialmente sarà bloccata, ma ripetendo, ripetendo, ripetendo, piano piano elaboro nuove forme. 

Quarto passo, una volta trovata una serie di combinazioni inizio a concentrarmi su come concatenare i vari movimenti.

Prima attraverso poche variazioni poi aggiungendo uno strato dopo l’altro. Nunzia (la mia insegnante di Gaga) spesso utilizza l’esempio di una torta a cui di volta in volta aggiungi strati.

Una volta arrivato a questo punto inizia il processo più bello che è quello di continuare a lavorare per limare movimenti in eccesso, abbassare l’ entropia generale e soprattutto rendere fluidi i passaggi, cercando di trovare quel sottile equilibrio tra pensiero cosciente e automatismo.

Un buon metodo di lavoro è ripetere le sequenze per 60” riposare 120” e ripetere per 5/10 set.

Un buon supporto può essere filmarsi per rivedere la distanza tra ciò che percepivo muovendomi è ciò che accade nella ripresa. 

Come già espresso in un articolo precedente a questo, la fase creativa non deve essere sovrapposta a quella valutativa quindi ogni giudizio non è auspicabile, diviene invece necessario oltremodo cercare nuove forme per ogni intervallo del gioco, lasciare trovare al corpo nuove soluzioni motorie e lavorare sull’immaginazione per variare di continuo.

In questo task non abbiamo limitazioni se non quelle derivate dalla nostra immaginazione e dalla nostra motricità di base. Attributi che sono proprio gli elementi primari che andiamo a toccare con questi giochi.

Trovo fondamentale  portare nella creazione tutte le nostre esperienze motorie, è bello riconoscere nel movimento schemi liberi derivanti da tutte le nostre esperienze precedenti.

Concludo citando le due fonti dalle quali ho preso spunto per realizzare questi giochi.

Nunzia Picciallo e Marcello Palozzo che sono attualmente per aspetti diversi i miei due insegnanti di rifermento per il linguaggio di movimento.